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Tra etica e impresa la persona al centro

Tra etica e impresa la persona al centro

Un discorso socio-economico comporta l’interazione tra dementi che devono avere come primordiale attenzione la famiglia umana in vista di uno sviluppo integrale della persona. Da questo principio sgorga l’impegno di un rapporto armonico tra le problematiche dello sviluppo e del progresso tecnologico.

Uno sviluppo - come osserva la Caritas in veritate - che «è impossibile senza uomini retti, senza operatori economici e uomini politici che vivano fortemente nelle loro coscienze l’appello al bene comune. Sono necessarie sia la preparazione professionale sia la coscienza morale» (n. 71).

Su tale prospettiva è da accostare la Lumen fidei firmata da papa Francesco il 29 giugno 2013. Essa costituisce un’occasione preziosa per comprendere che solo «la fede illumina il vivere sociale; essa possiede una luce creativa per ogni momento nuovo della storia, perché colloca tutti gli eventi in rapporto con l'origine e il destino di tutto nel Padre che ci ama» (n. 55).

In questa ottica si pongono le riflessioni predisposte da un cardinale, da un imprenditore e da un teologo, come risposta a quanto si legge nella Caritas in veritate: «... la difficoltà del dialogo tra le scienze e la teologia sono di danno non solo allo sviluppo del sapere, ma anche allo sviluppo dei popoli» (n. 31).

Le pagine prendono in considerazione alcuni brani evangelici, ne rileggono il senso originario, soprattutto cercano di approfondirlo dall’ottica socio-economica, per «una visione integrale dell’uomo» (n. 32); ma animati anche da ciò che è sottolineato nella Lumen fidei: «Non facciamoci rubare la speranza, non permettiamo che sia vanificata con soluzioni e proposte immediate che ci bloccano nel cammino, che “frammentano” il tempo, trasformandolo in spazio.

Il tempo è sempre superiore allo spazio. Lo spazio cristallizza i processi, il tempo proietta invece verso il futuro e spinge a camminare con speranza» (n. 57). Da queste prospettive scaturisce un lavoro dall’impatto immediato, che può essere letto tutto d’un fiato o centellinato nei momenti più diversi, secondo le attese del momento. Completa l’opera il testo della lectio magistrale sul rapporto tra etica e sviluppo, offerta nell’Università degli Studi di Parma il 10 maggio 2013, quando il card. Rodriguez Maradiaga è stato insignito della Laurea Magistrale honoris causa in International Business and Development.

 

INTRODUZIONE

 

«Una società del benessere, materialmente sviluppata, ma opprimente per l'anima, non è di per sé orientata all’autentico sviluppo»

(Caritas in veritate, n. 76)

«La fede... ci aiuta a trovare modelli di sviluppo che non si basino solo sull’utilità e sul profitto»

(Lumen fidei, n. 55)

Da duemila anni la parola del Vangelo interpella l’uomo. Sia chi è sorretto dalla fede in Gesù Cristo, sia chi vi si accosta con cuore sincero, trova in quelle pagine una fonte inesauribile di elementi per la propria vita e per rileggere in quella luce gli eventi e le situazioni che talvolta determinano la vita stessa.

Pressoché infinite sono le pagine di commento ai Vangeli; aggiungerne altre ancora è un rischio, e grande. Il rischio cioè di non apportare nulla o poco di nuovo. Ma il contatto con la Parola di Dio, la sua rilettura alla luce dello Spirito nei momenti più diversi, il suo ascolto - filtrato anche attraverso il Magistero della Chiesa - quando si stemperano le voci o i rumori del quotidiano... costituiscono l’humus da cui far scaturire quella linfa vitale che ha la caratteristica della perennità, dal momento che lo Spirito del Signore guida alla verità tutta intera fino alla fine dei tempi.

La pubblicazione dell’Enciclica di Benedetto XVI, Caritas in veritate, ha sollecitato ulteriormente una riflessione che si andava delineando da tempo: l’uomo e le sue esigenze al centro di ogni priorità. Su quell’orizzonte sono state rilette alcune linee della Lumen fidei di papa Francesco. Ed è in questa prospettiva e in tale contesto che sono nate e si sono sviluppate le pagine che seguono.

Il ruolo di due encicliche

La centralità dell’uomo come elemento cardine della società civile, la ricerca del “bene comune” contrapposto al bene individuale, l’esigenza di giustizia e carità sono elementi che emergono con forza dalle due encicliche, e sintetizzano con precisione i temi che nell’ultimo decennio hanno accompagnato le riflessioni di accademici ed imprenditori di tutto il mondo.

L’impresa in armonia con il territorio, l’imprenditore con il dipendente, le maestranze con l’ambiente e il luogo di lavoro... il tutto finalizzato al raggiungimento di un benessere fisico ed economico ottimale che si sviluppa solo se esiste comunione d’intenti e di operato e consapevolezza del proprio essere persona - quale asse portante del complesso sociale -, sapendo che le risorse vanno sfruttate con razionalità in modo da garantire la sostenibilità dello sviluppo a tutela delle generazioni future.

Non si può prescindere dal fatto che fin verso gli anni ’60 del secolo scorso l’impresa era una realtà, e le persone un’altra. I problemi dell’una non riguardavano l’altra e molto ricorrente era l’avvertimento al dipendente di lasciare i problemi personali oltre il cancello della fabbrica.

Lo sviluppo del concetto di cultura d’impresa ha fatto notevoli passi in avanti in questo senso, sia in ordine alla riscoperta delle qualità della persona sia al rispetto del territorio e la sua collettività, in vista del benessere comune.

Si può osservare quanto grande sia stata la crescita relativamente alla responsabilità imprenditoriale circa i temi dello sviluppo creativo e del rispetto degli standard di qualità e sicurezza. Nei moderni ordinamenti sociali, il disastro ecologico, per esempio, non è più solo una responsabilità del singolo imprenditore, ma di tutta l’impresa e del suo sistema organizzativo oltre che un danno diretto per tutta la società.

Alla ricerca delle cause del problema, in vista del bene comune

Non possiamo prescindere dall’affrontare temi che riguardano non solo l’azienda e il singolo, senza ricercare le cause del problema stesso che molto spesso si celano nel complesso meccanismo dei rapporti sociali e personali che si instaurano tra le persone che vivono e operano in un certo contesto.

Gli organismi politici nazionali e sovranazionali hanno capito che gli effetti di una politica economica o sociale non si riconducono al singolo Stato ma superano i confini con una rapidità e facilità un tempo impensabili ed impossibili. Fenomeni come quello della rivoluzione tecnologica e mediatica hanno unito i popoli e le persone ma al tempo stesso hanno innescato un processo, di volta in volta chiamato con appellativi differenti, che ha contribuito ad evidenziare le deficienze del sistema.

Ed è nella linea del “bene comune” che si possono accogliere le parole che si leggono già nel n. 7 della Caritas in veritate. «Impegnarsi per il bene comune è prendersi cura... e avvalersi... di quel complesso di istituzioni che strutturano giuridicamente, civilmente, politicamente, culturalmente il vivere sociale, che in tal modo prende forma di pòlis, di città».

In questo obiettivo del “bene comune” s’inserisce più volte il discorso della Lumen fidei, quando ci si domanda: «Può la fede cristiana offrire un servizio al bene comune circa il modo giusto di intendere la verità?» (LE 26); o quando si accenna al come «la verità dell’amore... resta liberata dalla chiusura nel singolo e può far parte del bene comune» (LF 34); e più ancora quando, all’inizio del cap. IV, si delinea il rapporto tra fede e bene comune, tanto da affermare che «la fede è un bene per tutti, è un bene comune...» (LF .51), o da ricordare che «l’autorità viene da Dio per essere al servizio del bene comune» (LF 55).

Interpretare e attualizzare pagine di Vangelo

In 15 riflessioni abbiamo condiviso due esperienze di vita, complementari e intense quanto lo Spirito ci dava da intendere: da una parte quella del teologo immerso soprattutto nella ricerca e nella docenza universitaria oltre che nel servizio ecclesiale, dall’altra quella dell’imprenditore economista tutto proteso a rileggere brani di Vangelo nel contesto di un’attività che non porta automaticamente a svolgere discorsi “spirituali”. L’imprenditore emerge come un pastore che guida la sua impresa e a volte la osserva da fuori, quasi da lontano, appoggiandosi al suo bastone che simboleggia il ruolo di punto di riferimento, sia nell’azione sia nella meditazione.

Nel formulare e presentare un modo nuovo e attuale di rilettura di contenuti evangelici visti nell’ottica di chi opera in ambito imprenditoriale, queste pagine possono costituire un invito per altri a continuare sulla stessa linea. Occasioni non mancano; la Caritas in veritate insieme alla Lumen fidei, se ben lette, meditate e accolte, possono suggerire altre applicazioni proprio a partire da quell’inesauribile sorgente costituita dalla parola evangelica.

Tra parabole e metafore si pone il confronto circa il messaggio evangelico e la vita di ogni giorno. Qualunque scelta di vita è interpellata dal Vangelo, perché esso è la pagina che interroga indistintamente ogni persona che accetti di mettersi in discussione e in dialettica con i valori che permangono al di là del mutare delle vicissitudini e degli eventi umani, sociali e personali.

Per questo il testo vuol mettere a disposizione anche il segreto per cogliere il messaggio della domenica attraverso un tipo di lettura che nessun predicatore quasi mai può fare, dal momento che ha davanti a sé persone di qualunque ceto sociale.

La famiglia tra impresa e sviluppo

Resta comunque l’attenzione concentrata sul binomio “famiglia - impresa”: qui risiede il segreto del vero sviluppo sempre in vista del bene comune (è interessante al riguardo confrontarsi con i nn. 52-54 della Lumen fidei, tutti dedicati al rapporto tra fede e famiglia per avere una luce sicura per la vita in società). In altri termini, la povertà di una famiglia viene a riflettersi sull’impresa in quanto questa non ha la possibilità di svilupparsi nella produzione.

Le tre questioni economiche su cui verte un sistema economico di tipo keynesiano - cioè i bisogni, la produzione e il mercato - ruotano attorno a due operatori economici fondamentali: da una parte le famiglie, alla ricerca del soddisfacimento dei propri bisogni primari; e dall’altra le imprese impegnate a produrre beni e servizi utili a soddisfare le domande delle famiglie.

Il luogo dell’azione in cui i due attori economici interagiscono è lo Stato, cioè lo spazio fisico terrestre in cui sono ubicati gli operatori economici, ma anche tutto il sistema di regole e convenzioni che reggono la convivenza delle persone in una stessa regione del mondo.

Come accostarsi a queste pagine

Sotto l’aspetto strutturale ogni capitolo si presenta in questa forma:

• il titolo di apertura intende fare da cerniera tra l’attesa dell’imprenditore economista e il brano evangelico su cui poi s’impernia la riflessione;

• si riportano quindi i brani evangelici sul tema, in modo che il lettore abbia sotto mano i testi di riferimento;

• la riflessione si apre con un proverbio o un detto caratteristico per invitare ad una prima riflessione, e il cui senso viene ripreso al termine; 

alla fine di ogni sezione vengono presentati testi di preghiere - in genere mutuati dal Messale - allo scopo di facilitare il passaggio dal vangelo alle provocazioni offerte dalla riflessione, e soprattutto a quell’atteggiamento interiore che predispone a trasformare la Parola di Dio in preghiera;

• al termine sono sempre offerte indicazioni per scoprire (o anche per ricordare) quando un determinato testo evangelico è proclamato nella liturgia festiva o in altre occasioni.

Per una spiritualità del quotidiano

Nella Caritas in veritate si afferma con vigore: «Lo sviluppo deve comprendere una crescita spirituale oltre che materiale perché la persona umana è un’unità di anima e di corpo... Lontano da Dio l’uomo è inquieto e ammalato. L’alienazione sociale e psicologica e le tante nevrosi che caratterizzano le società opulente rimandano anche a cause di ordine spirituale...» (n. 76).

Per questo la Lumen fidei non teme di ricordare che «la fede è un bene per tutti... essa ci aiuta a edificare le nostre società, in modo che camminino verso un futuro di speranza» (n. 51), e che «solo da Dio... può trovare fonda- menta solide e durature la nostra società» (n. 57).

E questo “ordine” che l’uomo di ogni tempo ha bisogno di considerare con estrema attenzione, soprattutto quando le leggi del mercato e le spesso insidiose dialettiche economiche cercano di avvolgere la persona con il rischio di renderla una “macchina” alla stregua di tanti altri fattori. Al contrario, «il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la sua persona, nella sua integrità » (CiV 25).

Ed è l’augurio di “spiritualità” che formuliamo agli amici lettori, perché la «dimensione spirituale che deve connotare necessariamente lo sviluppo...» ha bisogno di «occhi nuovi e un cuore nuovo, in grado di superare la visione materialistica degli avvenimenti umani e di intraprendere nello sviluppo un “oltre” che la tecnica non può dare» (CiV 77). E questo perché «non ci sono sviluppo plenario e bene comune universale senza il bene spirituale e morale delle persone, considerate nella loro interezza di anima e di corpo» (CiV 76).

Giuseppe Colaiacovo e Manlio Sodi


INDICE GENERALE

 

 

PRESENTAZIONE  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 7

Card. Oscar Andrés Rodrìguez Maradiaga

 

INTRODUZIONE ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...  ... ... ... ... ... ...  ... ... ... ... ... ... ... ... ... 13

Giuseppe Colaiacovo e Manlio Sodi

Il ruolo di due encicliche .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...  ... ... ... ... ... ... ... 14

Alla ricerca delle cause del problema, in vista del bene comune  ... ... ... 15

Interpretare e attualizzare pagine di Vangelo .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 16

La famiglia tra impresa e sviluppo ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 17

Come accostarsi a queste pagine ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 18

Per una spiritualità del quotidiano ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 19

 

GUIDE DI UNA SOCIETÀ RESPONSABILE  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 21

Giuseppe Colaiacovo

 

PARABOLE E METAFORE

I.            Contro la tentazione del guadagno e del successo facile.

              L’imprenditore protagonista del progetto di sviluppo sociale ... ... ... ... ... 25

II.           Lo spirito imprenditoriale motore di crescita e sviluppo.

              Testimoni ed esempi per una società complessa ... ... ... ... ... ... ... ... ... 35

III.          A sostegno del territorio per un percorso comune.

              Costruire iniziative di responsabilità sociale  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 41

IV.          Maestri di convivenza civile e benessere sociale.

              Imprenditori come strumenti di riconciliazione e di incoraggiamento .. ... 47

V.           Costruttori di solide basi valoriali.

              Ancorati alla tradizione imprenditoriale italiana ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 53

VI.          A servizio del lavoro come strumento di edificazione.

              Meritati frutti dell’impegno e della dedizione ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 59

VII.         Consapevolezza della propria missione sociale.

              Determinazione per valori irrinunciabili ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 65

VIII.         Individuare i giusti obiettivi di sviluppo.

               Saper attendere i risultati di crescita .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 71

IX.          Testimoni dei valori e della tradizione d’impresa.

              Promotori di iniziative di coinvolgimento e condivisione .. ... ... ... ... ... ... 79

X.           Impresa come strumento di equilibrio sociale.

              Saper promuovere la cultura del merito .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 85

XI.          Perseguire gli obiettivi con coerenza e trasparenza.

              L’imprenditore modello di determinazione e affidabilità .. ... ... ... ... ... ... 91

XII.         Porre le persone nelle condizioni di meritare fiducia.

              Determinati nel rimuovere le situazioni improduttive ... ... ... ... ... ... ... ... 97

XIII.        Prudenza e previdenza dell’imprenditore lungimirante.

              Chiara visione nel perseguimento di obiettivi precisi .. ... ... ... ... ... ... ... 105

XIV.        Un sistema premiante capace di portare sviluppo.

               Aperti alla gratificazione e risoluti nella sanzione .. ... ... ... ... ... ... ... ... 113

XV.         Saper indirizzare le doti di scaltrezza dei collaboratori.

               Imprenditori che danno valore alla fedeltà . ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 121

 

CONCLUSIONE .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ...  ... ... ... ... ... ...  ... ... ... ... ... ...  ... 127

Attorno ad alcuni messaggi dei Sinottici .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 127

Un confronto tra le tante situazioni della vita ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 128

l ruolo dell’Eucaristia domenicale  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 129

Una spiritualità illuminata e sorretta dalla Parola di vita .. ... ... ... ... ... ... 130

 

POSTFAZIONE: ETICA E SVILUPPO .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 133

Card. Oscar Andrés Rodriguez Maradiaga

Il ruolo della dimensione etica in ogni ambito .. ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 134

Obiettivi e finalità dei processi di sviluppo ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 138

Per che cosa lo sviluppo?  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 139

Altre esigenze dell’analisi etica  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 142

Il contributo dell’etica al concetto di sviluppo ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 144

Quale discernimento etico? . ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 146

 

INDICE DELLE PERICOPI EVANGELICHE COMMENTATE .. ... ... ... ... ... ... ... 149

 

UNA CROCE “PASTORALE” PER PAPA FRANCESCO . ... ... ... ... ... ... ... ... ... 151

Maurizio Lauri

 

Gli AUTORI  ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 155

 

INDICE GENERALE . ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... ... 157