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Luigi Sturzo - per un’Italia possibile

Luigi Sturzo - per un’Italia possibile

è il titolo del libro che Veronica Diomede ha dedicato all’attualità del pensiero sturziano. L’opera giunge in un momento particolarmente opportuno, in quanto intende recuperare quella vera identità “popolare” che il Centro e il mondo politico cattolico odierno sembrano avere dimenticato.

Il volume concentra la sua analisi storica sulla battaglia di Sturzo a favore del Mezzogiorno, interpretata però in una ottica più ampia: Flavio Felice nella prefazione al volume nota che “il federalismo, il liberalismo ed il meridionalismo di Sturzo e della tradizione del popolarismo sono funzione dello sviluppo economico dell’intera nazione”, aggiungendo che “In questo quadro, Sturzo denuncia l’inadeguatezza dell’azione politica dei partiti storici”, i quali sacrificano i veri interessi del Mezzogiorno perché poco convenienti in termini di ritorno economico ed elettorale.

Da segnalare le pagine dedicate alla “Attualità e attuabilità del pensiero sturziano”, in cui vengono messe in luce le prerogative di un pensiero interessato non soltanto “alla crescita economica, ma allo sviluppo integrale dell’uomo”, in conformità con la visione di altre personalità come Carlo Cattaneo e della Dottrina sociale cristiana. Sturzo è “animato da una visione dello sviluppo come fatto integrale, che coinvolge l’intelligenza, la libertà di intraprendere, la volontà, la responsabilità e la legalità”.

Qui si trova una delle chiavi dell’attualità del pensiero e dell’azione di Sturzo. In particolare dalla sua attività politica e amministrativa a Caltagirone risulta come il raggiungimento di questo sviluppo integrale sia possibile “cominciando proprio dal Comune, nella famiglia e nell’impresa, dando vita, così, ad una società più libera, giusta, partecipata e democratica”.

In questo contesto la lezione di Sturzo trova pieno riscontro negli insegnamenti della Rerum novarum e della Caritas in veritate, che “potrebbe essere propriamente definita una enciclica sturziana”, come afferma l’autrice riprendendo le parole di Benedetto XVI: “Il primo capitale da salvaguardare e valorizzare è l’uomo, la persona, la sua integrità”, a cui affianchiamo quelle di Sturzo: “Questa democrazia politica, per essere tipicamente fondata, deve anche essere una democrazia economica, basata sulla giustizia sociale, in modo tale da evitare lo sfruttamento economico di classi o di categorie sociali, dando ad ognuno la possibilità di raggiungere benessere e miglioramento”.

Le parole di Sturzo, “innamorato di Dio e appassionato dell’uomo”, hanno ancora molto da dirci riguardo alla sfida che la società odierna ci chiama ad affrontare, e il suo pensiero a tutt’oggi “è traducibile in azioni concrete che contribuiscono alla costruzione del bene comune della società”. “Per un’Italia possibile”, recita il sottotitolo del libro di Veronica Diomede, e il maggior pregio del volume consiste proprio in questa azione di collegamento tra passato, presente e futuro, e nella consapevolezza che le parole di ieri devono servire oggi a costruire una società migliore. Insieme al Lessico sturziano di recente pubblicazione, può fornire le chiavi per una rinascita genuinamente “popolare”.