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Dialogo sulla politica con Benedetto XVI

Dialogo sulla politica con Benedetto XVI

Un dialogo: è la cosa più comune al mondo; questo però, nell’ordinaria abitudinarietà, spicca per la sua originalità. Il dialogo sorge, spontaneamente, ad ogni incontro; questo avviene invece, inconsuetamente, in un incontro straordinario, nel quale si compenetrano presenza ed assenza. Il colloquio si sviluppa, abitualmente, tra persone più o meno del medesimo livello sociale; qui il livello è fortemente differenziato. I due interlocutori, su una ben diversa piattaforma, si incontrano tuttavia nella comunione degli interessi sui medesimi valori. Sono animati da un identico zelo.

Lo scambio di idee tra domanda e risposta prende, di solito, la forma dell’intervista: momento prefissato, tempo misurato, argomento predeterminato. Qui abbiamo un appuntamento fuori orario, indipendente da accordi e su temi a circonferenza totale.

Il Papa è portavoce di Cristo, che si definì Maestro; quando parla insegna, ma lo fa in un determinato ambiente, a determinati ascoltatori.

L’Autore ha radunato quello che era disperso; ha concentrato quello che era diluito. Non ha intervistato Papa Benedetto; ha ricuperato le dichiarazioni originarie; non lo ha ingabbiato in una griglia di domande preconfezionate; lo ha lasciato parlare nella genuinità della sua spontaneità immediata; non ha filtrato il suo pensiero attraverso il proprio procedimento sempre esposto al sospetto di una soggettivizzazione personale; ha lasciato che il Papa si esprimesse in una libera iniziativa di temi e di angolazioni; semplicemente, lo ha trasposto da allora ad ora; ha collocato il lettore davanti a lui.

Ha raccolto quello che il Papa ha detto nel susseguirsi del tempo e lo ha disposto in un’organicità di trattazione, che è efficienza didattica per agevolarne la recezione. La gente non ha, d’ordinario, la possibilità di raggiungere tutte le dichiarazioni del Papa; non ha la capacità di coordinarle; non ha la destrezza di comporle in unitarietà di dottrina; il compito, che richiede una solerte tenacia e un’oculata perizia costruttiva, se lo è assunto Donato Petti, e ne offre il risultato a quanti hanno svegli interessi culturali e spirituali.

L’area nella quale ci si muove è di fondamentale importanza: è quella della politica, area privilegiata di esercizio della carità. Le grandi centrali formative, dalla famiglia alla scuola, dal mondo laico a quello religioso soffrono oggi difficoltà di respiro. Incombe una ridotta capacità di visione; stagna sulla società attuale un’atmosfera nebbiosa che affanna il respiro e offusca lo sguardo. Con una sveglia perspicacia il Papa si è impegnato a diradare questa foschia e ad imprimere un nuovo slancio all’attività politica, commentandola in tutte le sue valenze.

E una panoramica a visione completa: vi si compongono attualità e storia, antropologia e psicologia, morale e costume, natura e fede, laicità e religiosità, pedagogia cattolica e finalizzazione ai valori. Il Papa non dà precetti, porge nozioni, che però, nella loro tersa obiettività, finiscono per diventare cogenti; la sua è la razionalità che protegge la ragione dalle contraddizioni del razionalismo, il quale, mentre l’assolutizza contro il trascendente, la mutila imprigionandola nell’immanente sperimentale e concreto.

Dagli interventi del Papa emerge una totalità che fa sicurezza, non ha renitenze che possano denunziare riluttanza davanti a questioni alle quali si ignora o si teme la risposta; guarda in tranquilla franchezza in tutte le direzioni. Dichiara responsabilità ele conforta indicando le vie del successo; non fa sconti a compromessi che mortifichino la coscienza ed insieme si astiene ad ogni asprezza rigoristica. Domina dovunque la schiettezza di chi conosce la realtà, l’accetta nella sua bontà (il mondo fu creato da Dio come cosa buona) e l’apprezza nella sua positività. È una formulazione dottrinale che si fa automaticamente esortazione ed incoraggiamento; rasserena la vita. È un dono di grande valore e di puntuale attualità. L’Autore ha il segnalato merito, non solo di offrire la chiave di questo scrigno, ma di esporne egli stesso alla vista i grandi tesori. Li presenta in un’originalità che ne evidenzia la persuasiva razionalità e in una perspicuità che appiana le asperità alla marcia di raggiungimento. La concisione rimuove l’obiezione della mancanza di tempo e aiuta l’impressione nella memoria, rendendone stabile il possesso.

Questo dialogo, ben lungi dall’essere un’interpretazione, è una presentazione; trasporta il passato nel presente; il Papa dal Vaticano entra nella stanza di ogni fedele, si mette a sua disposizione in ogni momento. Il dialogo si fa confidenza e il Magistero diventa amicizia personale. Donato Petti si è fatto fine e premuroso introduttore. Sarebbe deplorevole storditaggine il non approfittarne.

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Laterano, 31 gennaio 2013,

festa di san Giovanni Bosco,

padre e maestro della gioventù.

*Enrico dal Covolo

Vescovo titolare di Eraclea

Rettore Magnifico della Pontificia Università Lateranense

 

DONATO PETTI

è laureato in Teologia (Pontificia Università Lateranense-Roma) e Lettere (Università La Sapienza-Roma). Ha insegnato Scienze Umane e Storia nei Licei e Filosofia delle scienze sociali all’Università del Molise. Presidente della F.I.D.A.E. - Campania (1983-1997), ha fondato e diretto l’Istituto di Scienze Religiose “S. Paolo” (Diocesi Pozzuoli - NA). Dal 1997 al 2003 è stato Direttore-Preside dell’Istituto paritario “Villa Flaminia” (Roma) e dal 15 giugno 2003 - 2011 Provinciale italiano dei Fratelli delle Scuole Cristiane.

Dal 2012 dirige Rivista Lasalliana, trimestrale di cultura e formazione pedagogica della stessa Congregazione.

Convinto sostenitore della “Libertà di scelta educativa” delle famiglie, è impegnato, dal 1983, nella qualificazione etico-religiosa e psicopedagogico-didattica dei Docenti laici delle Scuole Cattoliche.

Un dialogo: è la cosa più comune al mondo; questo però spicca per la sua originalità. Lo scambio di idee tra domanda e risposta prende, di solito, la forma dell’intervista: momento prefissato, tempo misurato, argomento predeterminato. Qui abbiamo un appuntamento fuori orario e su temi a circonferenza totale. L’Autore non ha intervistato Papa Benedetto, ha ricuperato le dichiarazioni originarie; non lo ha ingabbiato in una griglia di domande preconfezionate, semplicemente ha collocato il lettore davanti a lui; ha raccolto ciò che il Papa ha detto nel susseguirsi del tempo e lo ha disposto in un’organicità di trattazione, che è efficienza didattica per agevolarne la recezione. L’area nella quale ci si muove è di fondamentale importanza; è quella della politica, area privilegiata di esercizio della carità. Le grandi centrali formative soffrono oggi difficoltà di respiro […]; stagna sulla società attuale un’atmosfera nebbiosa che affanna il respiro e offusca lo sguardo. Con una sveglia perspicacia il Papa si è impegnato a diradare questa foschia e ad imprimere un nuovo slancio all’attività politica, commentandola in tutte le sue valenze. Il Papa dal Vaticano entra nella stanza di ogni persona, si mette a sua disposizione in ogni momento. Il dialogo si fa confidenza e il Magistero diventa amicizia personale. Donato Petti si è fatto fine e premuroso introduttore.

Dall’introduzione di

S.E. Enrico dal Covolo, Rettore Magnifico

Della Pontificia Università Lateranense