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33 false verità sull'Europa,

33 false verità sull'Europa,

L'ultimo libro di Lorenzo Bini Smaghi, “33 false verità sull'Europa”, si propone come un preciso vademecum sulla 'questione europea'. E lo fa con una attenta disamina dei principali argomenti, proposti dagli euroscettici spesso in maniera strumentale, per fomentare una concezione della Unione europea che non corrisponde alla realtà.

Le 'pseudo verità', divise in sei sezioni – “La costruzione europea”, “L'euro”, “La Banca centrale europea”, “I vincoli di bilancio”, “I rapporti tra paesi” e “L'Italia” – evidenziano la tesi di fondo che la crisi dell'Europa sia in realtà “la crisi degli stati nazionali, che in un sistema sempre più integrato non riescono ad agire individualmente in maniera efficace, ma sono riluttanti a trasferire poteri a livello sovranazionale”. E la “strategia di colpevolizzare l'Europa”, afferma Bini Smaghi, indica l'incapacità della classe politica di risolvere i problemi, rifiutando inoltre di assumersi le proprie responsabilità: vedi il risanamento dei conti pubblici, continuamente rimandato perché politicamente 'impopolare', o presentato come una imposizione dell'Europa, il che equivale a dichiarare che la finanza pubblica non va risanata per il benessere dei nostri figli, ma per “soddisfare le richieste dell'Europa”.

Stessa cosa riguardo al problema della disoccupazione, che dipende e va affrontato da strumenti e politiche nazionali. Così come la decisione di investire più in ricerca e sviluppo e nelle infrastrutture, una strategia che alimenta l'occupazione e la produttività. Chiedere all'Europa di risolvere questi problemi crea solo false speranze, anche perché spesso “da un lato si chiede all'Europa di fare di più, ma dall'altro le si negano i poteri” per farlo.

La considerazione che “le strutture decisionali nazionali non riescono, da sole, a dare risposte efficaci” ai tanti problemi, più che fomentare istanze di isolamento dovrebbe al contrario convincerci di quanto sia necessario potenziare la cooperazione tra i paesi, in un mondo avviato verso l'integrazione globale, un obiettivo di non facile attuazione ma necessario.

Nel percorso da seguire, delineato nel Rapporto dei Quattro Presidenti del giugno 2012, l'Italia riveste un ruolo fondamentale: superare la crisi significa recuperare la terza economia dell'euro e ridare fiducia a un progetto, quello europeo, che a causa delle difficili condizioni economiche è sempre più osteggiato.

Tra le soluzioni proposte dall'autore, innanzitutto riforme per la crescita e l'occupazione per incidere su: mercato del lavoro, concorrenza, giustizia, burocrazia e corruzione. Al tempo stesso occorre recuperare la competitività e ridurre i costi che impediscono di investire e di creare lavoro: “Per riprendere a crescere non c'è altra via che eliminare gli ostacoli che deve superare quotidianamente chi vuole intraprendere e creare posti di lavoro”.