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Libri consigliati da PLF

Gesù di Nazaret all'università

Il connubio tra fede e ragione: letto e commentato negli atenei italiani

Gesù di Nazaret all'università

“Gesù di Nazaret all'Università” è un interessante volume uscito per i tipi della Lev (Libreria Editrice Vaticana) che raccoglie il risultato una serie di incontri tenutisi in dieci atenei italiani aventi come tema il libro di Benedetto XVI “Gesù di Nazaret – dall'ingresso in Gerusalemme fino alla Risurrezione”. Tali incontri, coordinati dal professor Pierluca Azzaro dell'Università Cattolica di Milano, hanno visto la partecipazione di religiosi e laici, in un dibattito che ha coinvolto esponenti della dottrina cattolica e docenti universitari all'insegna dell'amore per la ricerca e per la conoscenza.

Necessaria in democrazia

Emergenza educativa e proposta scolastica negli scritti di Luigi Sturzo

Necessaria in democrazia

Il problema dell’educazione è fondamentale per la democrazia. Essa è necessaria in democrazia»: così scriveva Luigi Sturzo nel 1939, in una pagina de Lo spirito della democrazia, esprimendo la convinzione secondo cui senza un efficace e vero progetto educativo non sarebbero sorte le generazioni nuove destinate a guidare le nazioni e a costruire il futuro. 
Il suo concetto di “educazione” non si restrinse all’istruzione scolastica, giacché al processo educativo avrebbero dovuto contribuire la famiglia e varie altre “agenzie” formative.

Longevità

Una rivoluzione silenziosa

Longevità

«La vecchiaia è una brutta bestia», si sente dire. Ma non solo; e non sempre. La vecchiaia può essere il momento di massimo splendore di una vita intera, vissuta pienamente in ogni sua età. Momento in cui la persona umana, ricolma di emozioni e di esperienza, “vede” un po’ meglio tante cose, decantate nel tempo, e desidera che il frutto dolce e maturo non si perda. Vuole donarlo, metterlo a disposizione dei figli, dei giovani, di chi si affaccia adesso a questa avventura. La longevità diffusa, fenomeno recente nella storia dell’uomo e soprattutto crescente, per certi versi anche problematico e spiazzante, diventa quindi un patrimonio da custodire, da non lasciar disperdere. La longevità è il frutto di tante conquiste dell’umanità. È segno di civiltà.

Corruzione

Malattia sociale che distrugge competitività, civilità, Costituzione e carità

Corruzione

Quando abbiamo cominciato a ragionare tra noi sul tema della corruzione, sul peso abnorme assunto da essa nel nostro Paese e sui suoi devastanti effetti – con l’intento di organizzare sull’argomento un confronto pubblico tra personalità di rilievo della vita economica e sociale del Paese - ciò che ci ha più colpito è stato il senso di rassegnazione che dominava tra la gente, la mancanza di indignazione. Il tema sembrava cancellato dalla lavagna. Ciò avveniva non molto tempo fa, all’inizio del 2010.
Ma già a Maggio dello stesso anno, quando il ciclo di incontri che abbiamo denominato delle Cinque “C” ha avuto luogo, l’argomento era tornato prepotentemente alla ribalta, sotto la pressione di eventi sempre più gravi e frequenti.

La laicità nel pensiero politico di Don Luigi Sturzo

La laicità nel pensiero politico di Don Luigi Sturzo

Quest’opera di Don Orazio Buonaccorsi si propone di approfondire alcuni elementi del pensiero politico e giuridico di Don Luigi Sturzo mettendone in evidenza la laicità che si collega con il ricorso alla ragione, alla concretezza storica e si esprime attraverso il metodo democratico nel dialogo e nella ricerca della mediazione pur non rinnegando l’ispirazione cristiana derivante non da una scelta confessionale ma etica. L’autore dopo una premessa sulla storia del movimento cattolico affronta alcuni importanti temi del pensiero politico e giuridico sturziano mettendone in evidenza l’originalità e l’attualità, servendosi sia dei principali testi di Sturzo in materia sia della bibliografia critica sugli argomenti trattati e in qualche caso anche di qualche documento di archivio.

E' in sostanza un problema di libertà

E' in sostanza un problema di libertà

«È in sostanza un problema di libertà. La libertà è come la verità: si conquista, e quando si è conquistata, per conservarla, si riconquista. È un perenne gioco dinamico, come la vita, nel quale perdono quei popoli che non l’hanno mai apprezzata abbastanza per difenderla, e non ne hanno saputo usare per non perderla». «Nel campo economico possiamo affermare che nessun altro Paese libero ha creato tanti vincoli all’iniziativa privata come l’Italia, e in nessun Paese libero sono stati sviluppati – come in Italia – monopoli privati e pubblici. Ho letto più volte che è un errore, nel procedere a riforme sociali preoccuparsi delle leggi economiche, delle quali si arriva a negare la validità e l’importanza. Ma i riformatori sociali dovrebbero essere i primi ad esigere il rispetto delle leggi economiche».

Luigi Sturzo: appello ai liberi e forti

Luigi Sturzo: appello ai liberi e forti

Sia con il pensiero, sia con la testimonianza della pratica quotidiana, Sturzo ha indicato nell’ ”essere se stessi”, cioè nella coerenza assoluta, rigidamente intesa sino al sacrificio personale, la via maestra del vivere e dell’esser parte attiva della società civile, perché l’ispirazione religiosa possa fornire capisaldi, alimento, prospettive all’impegno nel sociale, senza bisogno di ricorrere ad etichette o a professioni di appartenenze interessate. (Dalla prefazione di Marco Garzonio). Si definì lui stesso “sognatore e uomo d’azione”. E un sogno Luigi Sturzo lo aveva: trasformare il pensiero e l’atteggiamento dei cattolici italiani verso la vita moderna e i problemi sociali. Per realizzarlo fondò un partito che chiamò “popolare”, non “cattolico”, perché, disse: “il cattolicesimo è religione, è universalità;

Italia federanda

Italia federanda

Come reagire alla lunga agonia (o malaise) che si è impadronita del nostro Paese? A molti sembra una "fattura" un sortilegio da cui è impossibile uscire.
Ma non è così. Basta infatti rendersi conto del significato di tante iniziative concrete che ci circondano e di come le cose evolvono altrove - soprattutto nei paesi leader dei federalismo democratico - per capire che una via d'uscita ci sarebbe; che sarebbe possibile sbloccare per sforzi successivi, partendo dalle diverse realtà, le straordinarie potenzialità inespresse del Mezzogiorno e del Paese.

Italia, cresci o esci!

Italia, cresci o esci!

Dopo Meritocrazia, una nuova parola d’ordine: l’Italia deve tornare a crescere.
In questi mesi abbiamo capito, tutti noi italiani, che la situazione del paese è grave e dobbiamo tutti impegnarci per uscire da questa crisi. Ancora fatichiamo a capire, però, che per risolvere «il caso Italia» non bastano i tagli e le imposte. Per salvare noi stessi e assicurare un futuro ai nostri figli, la regola dev’essere la crescita: senza sviluppo sarà impossibile riconquistare la fiducia dei mercati internazionali, ridurre il debito pubblico e la pressione fiscale, creare nuovi posti di lavoro. Perché questo accada, dobbiamo liberarci dei vecchi pregiudizi (a cominciare da falsi miti come «Piccolo è bello») e rendite di posizione. 

Manifesto capitalista

Una rivoluzione liberale contro un'economia corrotta

Manifesto capitalista

Una delle prime vittime della crisi economica è stata la fiducia: chi aveva creduto che libertà e uguaglianza fossero raggiungibili grazie al libero gioco del mercato si è ritrovato amaramente deluso. Ma come è successo, e quando, che il sogno di prosperità per tutti del capitalismo si trasformasse in un incubo di ingiustizia e povertà degno del peggior comunismo sovietico? Quando si è diffusa l'idea che "fare impresa" voglia dire orientare le scelte politiche per favorire l'interesse di pochi a scapito della collettività, anziché impegnare il proprio talento nella ricerca di un futuro migliore, aperto a tutti?

L'Italia s'è RIdesta

L'Italia s'è RIdesta

«L'Italia oggi è spaventata, di cattivo umore, impaurita dal futuro.
Invece sono convinto che l'Italia abbia davanti a sé una grande occasione di ripresa e di sviluppo. Una chance di rinascita, una nuova stagione.»
È possibile uscire da un viaggio nell'Italia della grande crisi più ottimisti di prima. Perché c'è un paese che alla crisi resiste, e che riparte. Perché il mondo globale, che consideriamo una sciagura, è una grande opportunità per un paese come il nostro, capitale della bellezza e dell'arte, del design e della creatività. 

Promemoria italiano

Promemoria italiano

"Telefonami tra vent'anni" diceva una bellissima canzone di Lucio Dalla. Promemoria italiano parte da qui ed esprime l'auspicio che tra vent'anni, nel 2032, non accada più quello che è successo nel 2012 rispetto a Mani pulite del '92.
Per evitare di tornare a constatare che la corruzione si è ampliata e uscire stabilmente dalla sua lunga crisi civile, l'Italia dovrà ritrovare lo spirito del Dopoguerra.
Avremo bisogno di uomini della tempra di un De Gasperi o di un Vanoni, di un Costa o di un Mattioli e di uno o più eredi del pragmatismo contadino di Di Vittorio.

S.O.S. Italia

Come uscire dalla notte della politica e dare continuità al "montismo"

S.O.S. Italia

Queste pagine nascono come una sorta di diario critico dell’ultimo ventennio di storia italiana, il «ventennio bruciato» dai fallimentari miti della Seconda Repubblica. Un diario che forzosamente si interrompe ai primi di settembre di questo incerto 2012, quando ho consegnato il testo all’editore. Sono pagine che raccontano un periodo storico nel quale, sulla politica, è calata l’ombra della notte. Sono dunque abbastanza amare, nonostante mantengano accesa la speranza di un riscatto. Non sono attraversate solo da analisi e pensieri ma anche da impazienze e passioni che non ho saputo, forse voluto, trattenere.

Federalismo all'italiana

Federalismo all'italiana

La verità mai raccontata sulla riforma federalista dalle origini a oggi: strumentalizzazioni e trame che impediscono di porre fine a sprechi e privilegi. Come e perché è necessario rimettere mano alla “grande incompiuta" per risanare il Paese. L’impianto del federalismo all'italiana non è mai stato seriamente “radiografato”. Pochi sanno, ad esempio, che su un semplice albero si intrecciano oggi almeno cinque diversi tipi di competenze: europea, statale, regionale, provinciale, comunale. Così, i danni provocati dalle alluvioni non dipendono solo dalla pioggia, ma anche da un sistema trascurato e ingestibile. Lo stesso avviene per settori come sanità, trasporti, istruzione e welfare. 

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