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“La grande attualità del popolarismo sturziano” e presentazione lista civica “Servire Parma”

di Giovanni Palladino Parma 23 maggio 2014, Istituto La Salle via Berzioli 20/A. Dibattito su “La grande attualità del popolarismo sturziano” e presentazione lista civica “Servire Parma” Relatore dott. Giovanni Palladino Giovedì, 29 Maggio 2014

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“La grande attualità del popolarismo sturziano” e presentazione lista civica “Servire Parma”

Sturzo nasce nel 1871, un anno dopo la fine del potere temporale della Chiesa. In quei decenni, nel 1891, Leone XIII scrisse la Rerum Novarum in contrasto con i testi di Marx di cui il Papa sostiene che, nonostante l’analisi delle cause della povertà e disuguaglianza sociale fossero corrette, la cura adeguata ai problemi dei popoli non potesse essere quella dettata dal marxismo ma dalla cultura cristiana che pone al centro del suo agire la persona umana. Sturzo, affascinato e folgorato dalla Rerum Novarum, afferma che il popolo deve prendere in mano le decisioni della e per la collettività; non come gli stati comunisti o dittatoriali in cui, con la forma dello stato padrone, si è giunti a vere e proprie oligarchie che si arricchiscono a discapito della popolazione.

Il popolarismo si basa sul concetto che la ragione morale deve dominare sulla ragione politica ed economica ponendo al centro dell’agire la persona con tutto il suo carico di umanità. Luigi Sturzo proponeva la massima partecipazione della popolazione alla politica ed all’economia.

Sturzo applicò nel suo incarico da sindaco a Caltagirone i principi della Rerum Novarum, cercando di concretizzare il “non tutti proletari, ma tutti proprietari”; fondante di equità sociale e benessere un patto che creasse compartecipazione tra capitale e lavoro (non una contrapposizione) in maniera tale da garantire il rispetto dei diritti e dei doveri naturali e fondamentali delle persone.

Sturzo fu il primo al mondo a stendere un disegno di legge che rendesse i lavoratori partecipi del capitale.

Il popolarismo è una filosofia che oggi viene applicata solo in Germania, grazie ad alcuni governanti del passato come Eidenauer, di cui oggi vediamo ancora i frutti. Oggi, in Italia ed in Europa, vi è un conflitto tra chi vuole il cambiamento e chi lo ostacola perché sguazza nella bambagia.

È inimmaginabile che il processo di globalizzazione possa contare su situazioni similari per costi ed economie nello stesso momento ed ovunque. Si tratta di un fiume inarrestabile che va gestito e che, se ben governato, porterà ricchezza a tutti; ma sarà necessario molto tempo. Sturzo era contro lo statalismo e non contro lo Stato, cioè contro lo stato assistenzialista ed omnicomprensivo, contro lo stato padrone, banchiere ed affarista, “giocatore ed arbitro”: l’Italia, infatti, va male non a causa dell’euro, ma a causa del malgoverno. Già nel 1928 Sturzo scrisse degli Stati Uniti d’Europa come di un percorso inevitabile che non coinvolge solo l’aspetto monetario, ma anche quelli sociale e politico. L’Europa di oggi, frutto anche delle guerre, è da decenni garante di pace ed il suo ruolo sta diventando sempre più preponderante oggi, in cui stiamo tornando ad un conflitto tra ovest ed est del mondo. Chi stampa moneta a livello internazionale ha un potere eccessivo sulle altre nazioni. L’America non ha mezzi per poter coprire il suo debito valutario ed i debiti fanno male se eccessivi. Occorre l’ammortamento del debito e la restituzione dello stesso.

Una nuova alleanza tra Russia e Cina, in tal senso, sta cercando di indebolire il dollaro che già di suo, al momento, è abbastanza fragile anche se non si vede. Il disavanzo pubblico si assorbe con la ripresa dell’economia privata e non con lo stampare moneta, l’inflazione adottata negli USA, si dovrebbero incentivare le imprese ad assumere ed investire.

Fiscalismo, statalismo e pauperismo vanno di pari passo. Il problema è culturale e non si cura con il conflitto di classe che peggiora ulteriormente le disuguaglianze, ma con l’alleanza e la compartecipazione tra capitale e lavoro.

Nell’ambito di questo popolarismo nasce a Parma la lista civica Servire Parma, d’ispirazione sturziana, che vuole essere un punto di riferimento per coloro che vogliono servire e non servirsi della politica cittadina.

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