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L'attualità di Don Luigi Sturzo

di Marco Cecchini Lunedì, 19 Maggio 2014

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L'attualità di Don Luigi Sturzo

“Sturzo è un grande maestro di moralità e di buona politica; un maestro troppo spesso dimenticato, il cui insegnamento merita oggi di essere ritrasmesso a tutti e in particolare ai più giovani, ed ancor più merita, dopo essere stato conosciuto e compreso, di essere concretamente attuato”: con queste parole il presidente del Centro Studi De Gasperi di Sciacca, Stefano Antonio Scaduto, ha descritto l'obiettivo del convegno “L'attualità di Don Luigi Sturzo”, svoltosi il 30 novembre 2013 presso l'ex convento San Francesco di Sciacca. Il video dell’evento è visionabile sul sito di Popolari Liberi e Forti. Durante il convegno è avvenuta anche la premiazione del concorso “Don Sturzo oggi” dedicato agli studenti delle ultime classi delle scuole superiori di Sciacca e di Menfi.

Gli studenti hanno partecipato con la creazione di testi e videoclip, soffermandosi in particolare su alcuni temi di cui Sturzo è stato portavoce: la necessità di un legame tra politica e morale, di cui oggi si avverte drammaticamente la mancanza, il bisogno di giustizia sociale, la questione meridionale e la validità delle previsioni, spesso inascoltate, del sacerdote di Caltagirone, tra cui la generazione del debito pubblico come conseguenza della corruzione e della mala amministrazione. Per gli scritti ha ottenuto il primo premio Chiara Corona della V F del liceo scientifico E. Fermi di Sciacca, mentre per i videoclip primo classificato è risultato il liceo classico T. Fazello, sempre del comune di Sciacca, i cui studenti hanno presentato anche un brano rap dedicato al “sinistro prete”, come Sturzo fu definito da Mussolini, che è possibile ascoltare, insieme agli altri videoclip, nel video del convegno.

La domanda che si sono posti i ragazzi, “In che cosa l'insegnamento di Don Sturzo può considerarsi attuale?”, è stata ampiamente sviluppata durante gli interventi: l'avvocato Stefano A. Scaduto, riprendendo gli elaborati degli studenti, ha evidenziato come Sturzo abbia dato la massima importanza alla 'questione morale', per il conseguimento del bene comune a cui tutti devono collaborare, ognuno con il suo contributo. Scaduto ha citato le parole del Pontefice, che sostanzialmente riprende la visione sturziana quando spinge i cattolici a impegnarsi nella vita civile affermando che “La politica è una delle forme più alte della carità perché è servire il bene comune”. Sturzo è stato inoltre un grande fautore della libertà in ogni ambito, richiedendo il voto alle donne già nel 1919, e dello sviluppo culturale, aspetto da tenere bene in considerazione in un periodo in cui gli investimenti riservati alla cultura sono decisamente insufficienti.

L'economista Giovanni Palladino, già presidente del CISS (Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo) e il cui padre è stato uno dei più stretti collaboratori di Sturzo, ha ricordato l'azione moralizzatrice e culturale del sacerdote durante la sua amministrazione di Caltagirone come prosindaco. In contrasto con la posizione diffusa tra il clero tendente a mantenere lo status quo, Sturzo aprì la scuola ai figli dei contadini. La sua battaglia, che vede uno dei punti fermi nella responsabilizzazione della persona, deriva direttamente dall'insegnamento dei Vangeli: la politica è servire, non servirsi, come afferma Luca quando dichiara che i reggenti del mondo devono agire da “benefattori”. Il magistrato Gaspare Sturzo, attuale presidente del CISS, è intervenuto sui temi dell'autonomia siciliana, del problema della mafia e del concetto di legalità. L'insegnamento sturziano in questi ambiti si rileva soprattutto nello sforzo di invertire una mentalità radicata, che ancora oggi non è stata sconfitta: quella del rapporto di scambio tra politici e cittadini, in cui il voto deve tradursi in favori personali, e della connessione tra clan mafiosi e amministratori pubblici che si spartiscono soldi e potere.

Il magistrato ha citato un estratto dal dramma “La mafia”, composto dallo stesso Sturzo, in cui le dinamiche della corruzione vengono descritte con precisione e lucidità, tanto da influenzare la stesura di quello che, ben ottant'anni dopo, diventerà l'articolo 416bis sull'azione criminale mafiosa. Gaspare Sturzo ha concluso con una domanda, in linea con il concetto di responsabilizzazione sturziana, che invita ognuno di noi a riflettere sul proprio impegno in vista del bene comune: “Cosa tocca fare a me affinché questo stato di cose cambi?”

Rispondendo alla questione sollevata dagli studenti se sia “possibile oggi creare un partito di ispirazione sturziana che possa riprendere quei valori e quei concetti”, Giovanni Palladino ha risposto di essere convinto di sì, e di avere accolto la sfida: nel 93° anniversario dell'Appello ai liberi e forti, insieme ad altri collaboratori provenienti dal Centro Internazionale Studi Luigi Sturzo, ha deciso di fondare il partito dei Popolari Liberi e Forti, di cui è attualmente il segretario politico. “Dopo avere fatto 16 anni di buona cultura con il CISS” ha continuato Palladino “molti ci hanno stimolato a fare politica”. Come primo risultato Plf si è presentato alle scorse elezioni regionali siciliane – con Gaspare Sturzo, che è poi ritornato al suo lavoro in magistratura – ottenendo 20mila voti. Nelle successive elezioni comunali in Sicilia, PLF ha ottenuto con la lista civica di Salvare Ravanusa due consiglieri comunali. Uno dei principali obiettivi dei Popolari Liberi e Forti consiste nel promuovere nuove possibilità di lavoro, in particolare per i giovani, prigionieri di una situazione di totale immobilità: “Bisogna che la politica crei le condizioni favorevoli affinché l'imprenditore crei lavoro”.

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